«Pensare globalmente, agire localmente» sintetizza fin dalle origini le motivazioni e gli scopi dell’associazione culturale Circolo 1554.

L’associazione nasce ufficialmente nel 1998 a Salzano per merito di un gruppo di amici. Originaria sede e polo creativo del gruppo è il JazzCafè Delizia a Salzano, unico Jazz Club della zona e sede di numerose iniziative culturali come esposizioni d’arte figurativa e serate di recitazione. La chiave di volta nell’evoluzione del Circolo 1554 è indubbiamente riconducibile al 2000, anno di avvio del progetto Ubi Jazz.

Ubi Jazz è un festival estivo itinerante, che coinvolge i sette comuni del Miranese (Martellago, Mirano, Noale, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè, Spinea) e alcuni comuni della Riviera del Brenta (Dolo, Mira, Stra e Fiesso d’Artico) e dal 2007 anche il comune di Venezia. Tale manifestazione da ben dieci anni rappresenta un appuntamento estivo che porta nelle ville, nelle piazze, nei teatri e nei locali pubblici del territorio veneziano alcuni dei personaggi più interessanti del panorama jazzistico nazionale ed internazionale.

Per dare un’idea del livello qualitativo raggiunto da questa manifestazione basta citare soltanto alcuni degli ospiti più celebri: Billy Cobham, Trilok Gurtu, Maceo Parker, Enrico Rava, Stefano Bollani, Joe Zawinul, Richard Galliano, Paolo Fresu, Rosario Giuliani, William Parker, Paul Jeffrey, Ivan Segreto, Ben Allison, Rita Marcotulli e tanti altri. Ad affiancare il festival estivo, nel 2002 viene inaugurata la rassegna Terramossa, attraverso la quale il Circolo 1554 si pone l’obiettivo di continuare ad animare il territorio anche durante il periodo invernale con numerosi appuntamenti di musica, cucina, arte e cultura.

Nel Febbraio 2007 l’attività del Circolo 1554 si arricchisce di un nuovo importante progetto “Ubi Jazz Winter season”. Ambiente ideale per ospitare tale rassegna è il Nuovo Teatro Comunale di Mirano e nella programmazione sono presenti alcuni fra gli artisti più significativi della scena jazz. Consolidata la propria posizione come una tra le associazioni culturali più attive nel proprio territorio, sempre nel 2007 viene scritta una tesi di laurea triennale in “Economia e gestione delle arti e delle attività culturali” dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, intitolata “Il festival Ubi Jazz: ideazione, progettazione e realizzazione”.

Il Circolo 1554 ha dato ulteriore prova d’intraprendenza quando ha voluto assegnare all’ottava edizione di Ubi Jazz un tema assai originale, ma allo stesso tempo rischioso, intitolandola “Jazz di Donne” . Grandi artiste come Petra Magoni, Maria Pia De Vito e Jay Clayton non hanno deluso il pubblico di un genere considerato prettamente maschile e il successo di questa prima esperienza ha incoraggiato la direzione artistica ad intraprendere per il 2008 un’altra tematica di indagine musicale: la musica etnica e folcloristica.

Ubi Jazz “Ritmi dai popoli” ha infatti portato in scena nei comuni della provincia veneziana un caleidoscopio di melodie dei vari paesi del mondo, dal Nord al Sud, interpretate dai più virtuosi rappresentanti del genere, quali il senegalese Seckou Keita e il cubano Roberto Fonseca.

La progressiva crescita del Circolo 1554 e dei suoi progetti é stata resa possibile soprattutto grazie ad una fitta rete di contatti e collaborazioni con i diversi attori territoriali, tra cui il partner organizzativo Confesercenti, la regione Veneto, la Provincia di Venezia e numerose associazioni culturali appartenenti allo stesso ambito come, dal 2007, Veneto Jazz. Tali enti, infatti, nel corso degli anni hanno riconosciuto all’associazione la capacità non soltanto di promuovere il jazz, ma soprattutto il “palcoscenico” su cui si svolgono i concerti, ovvero l’entroterra veneziano, spesso lasciato in ombra a causa della popolarità del capoluogo. Proprio per questo motivo, nel 2008 è stato chiesto al Circolo 1554 di partecipare con un evento della rassegna Ubi Jazz al progetto europeo Interreg “METE”, finalizzato alla valorizzazione delle attrattive della cosiddetta “Terra dei Tiepolo”, puntando ad incentivare soprattutto un turismo di tipo ciclo-pedonale. L’affluenza di pubblico e l’interesse mediatico riscosso dalla prima edizione della slowbike, conclusasi con il concerto dei romani Têtes de Bois, e dagli eventi enogastronomici allestiti nei vari centri storici del miranese, hanno donato ulteriore credibilità alla capacità organizzatrice dell’associazione culturale.